Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino

Storia di un progetto per il lago d'Iseo: "Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino"

L'ambiente lago, inteso meramente come elemento territoriale, rappresenta già per le sue caratteristiche intrinseche un elemento nodale. Tuttavia, spesso, il Lago d'Iseo è ancora percepito, in alcuni settori e dalle limitrofe realtà territoriali, come una semplice cerniera fra i territori montani (Val Camonica e comprensorio dell'Adamello in particolare) e i territori collinari e di pianura (Franciacorta, Valcalepio, Fiume Oglio sub lacuale e comparti agricoli) in cui s'intrecciano molteplicità d'interessi. La centralità del bacino in questo senso è risultata nel tempo più che altro dal suo utilizzo come elemento di accumulo idrico; tale connotazione è stata la risorsa necessaria all'attività produttiva che ha profondamente influenzato il territorio.

L'esigenza moderna, e la trasformazione territoriale, creano oggi la forte esigenza di inserire il Sebino in un ampio meccanismo sistemico che, in accordo con la moderna concezione di sviluppo, aggreghi gli interessi, ottimizzi le risorse, riduca le diseconomie di scala, permetta una crescita omogenea e coordinata, sia gestito e pianificato nell'ottica di una visione univoca e partecipata, coinvolgente direttamente gli interessi delle sfaccettate e molteplici realtà locali. Ecco allora che la mancanza di una rapida costruzione di un "sistema territoriale integrato" accentua le discontinuità che impediscono o limitano un corretto sviluppo dell'area, aumentando ancor di più il divario e le differenze con le aree limitrofe.

Alcune componenti territoriali già hanno autonomamente percepito l'importanza dell'aggregazione nell'ottica di perseguire gli obiettivi di sviluppo dei vari settori anticipando, o confermando, la necessità di agire fortemente sul sistema organizzativo. In questo senso è fondamentale che l'organizzazione porti poi a delle linee di azione che risultino anch'esse aggreganti, ovvero che portino alla condivisione di un'idea comune di rivalutazione e rilancio del territorio. Il passo finale, senza il quale il processo non si conclude, ovvero non si attua, è quello di dover necessariamente costruire parallelamente un sistema dei finanziamenti che permetta di dare concretezza.

A seguito della pubblicazione del bando di finanziamento promosso dalla Fondazione Cariplo – nell'anno 2005 in merito alla gestione sostenibile delle acque con l'intento di promuovere forme di gestione integrata e partecipata delle acque superficiali -, la Comunità Montana del Monte Bronzone e del Basso Sebino in qualità di Ente capofila ha stipulato, nell'Ottobre 2006, un Protocollo d'Intesa con la Provincia di Bergamo, la Provincia di Brescia, la Comunità Montana Alto Sebino, la Comunità Montana Sebino Bresciano, il Consorzio dell'Oglio, il Consorzio Gestione Associata dei Laghi d'Iseo Endine e Moro, la Tutela Ambientale del Sebino S.p.A., l'Agenda 21 Costa Volpino e l'Agenda 21 Iseo con l'obiettivo di presentare alla Fondazione Cariplo il progetto concreto di azione in direzione della qualità ambientale e della gestione delle risorse idriche efferenti il Sebino. Valutato e promosso il progetto, denominato "Coordinarsi per agire insieme sulle Acque del Sebino", sono stati quindi ottenuti i finanziamenti per l'avvio dell'iniziativa avente, in via prioritaria, l'obiettivo di preparare il terreno per una futura sottoscrizione di un Accordo Quadro di Sviluppo territoriale nella forma del Contratto di Lago quale strumento previsto dalla Legge Regionale della Lombardia n° 2/2003 e dalla Legge Regionale della Lombardia n° 26/2003 e loro successive modifiche ed integrazioni e dal programma di Tutela ed Uso delle Acque.

Il lavoro ha interessato il bacino del Fiume Oglio prelacuale, il Lago d'Iseo ed il bacino dell'Oglio sublacuale come aree funzionali ed omogenee, strettamente interrelate su cui si è basata una prima analisi del territorio, ai fini, in particolare, di valutare la risorsa idrica del Sebino nel suo complesso, sia in termini quali – quantitativi sia in relazione agli usi in atto. In relazione alle considerazioni riferite a tale area sono poi stati approfonditi alcuni aspetti maggiormente legati al bacino direttamente drenante al lago ed in particolar modo all'interno dei confini amministrativi delle Comunità Montane dell'Alto Sebino, del Sebino Bresciano e del Monte Bronzone e Basso Sebino, con l'unione del Comune di Paratico.

Il Progetto "Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino", conclusosi ormai 2 anni fa nel Dicembre 2007, è stato uno dei primi passi concreti in direzione di una visione strategica e di insieme che ha voluto perseguire l'unica linea efficace dell'agire: costruire un sistema organizzativo mediante l'aggregazione dei Portatori d'Interesse e la realizzazione di una rete di contatti e coinvolgimenti che permettano di mettere in funzione una "Cabina di Regia" autorevole; costruire un sistema delle azioni che sia basato su una visione d'area vasta, venga da una profonda analisi conoscitiva sia scientifico-tecnica che territoriale, aggreghi obiettivi rispondendo a criticità ampiamente condivise, potenziando possibilità ad ampio beneficio dando supporto e facilitazione al riassetto del territorio; costruire ed individuare il più opportuno sistema dei finanziamenti su misura rispetto ai risultati ottenuti dai primi due passaggi.

Per un miglior raggiungimento degli obiettivi e per la costruzione di un quadro conoscitivo bilanciato e completo, durante la stesura si è promosso e sostenuto un percorso di partecipazione della comunità locale, coinvolta direttamente sia nell'analisi delle problematiche sia nella individuazione delle principali esigenze di valorizzazione del territorio, cooperando quindi con i principali Portatori di Interesse, cioè coloro che hanno con il lago un rapporto di convivenza e interazione stretta (Consorzi, Associazioni, Comitati, Circoli, Società e Imprenditoria) o che sono attori istituzionali con diretta responsabilità nella pianificazione e gestione delle risorse (Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Provincia di Brescia, Comunità Montana Monte Bronzone e Basso Sebino, Comunità Montana Alto Sebino, Comunità Montana del Sebino Bresciano, Amministrazioni Comunali). Sono stati organizzati numerosi incontri con i diversi soggetti coinvolti, descritti anche nei contenuti da apposite schede contatto, e sono state acquisite in modo rigoroso, sistematico ed omogeneo numerosissime informazioni sul lago e su come esso viene percepito ai diversi livelli: ente pubblico, cittadinanza, utilizzatori e fruitori. Il punto di vista riportato racchiude, nella fase finale, la visione di 43 Portatori d'Interesse attivi, a loro volta sfaccettati in più rappresentanti e detentori di altrettanti punti di vista o rappresentanze di categoria (Provincia di Bergamo, Provincia di Brescia, Comunità Montana Bronzone e Basso Sebino, Comunità Montana Alto Sebino, Comunità Montana Sebino Bresciano, Tutela Ambientale del Sebino S.p.a., Consorzio dell'Oglio, Con. Ges. Associata Laghi d'Iseo, Endine e Moro, Comune di Costa Volpino e Agenda 21, Comune di Iseo e Agenda 21, Comunità Montana di Valle Camonica, Comune di Sale Marasino e Agenda 21, Comune di Monte Isola, Comune di Solto Collina, Comune di Marone, Comune di Pisogne, Comune di Castro, Comune di Parzanica, Comune di Tavernola Bergamasca, Comune di Predore, Comune di Lovere, Comune di Paratico, Comune di Riva di Solto, Comune di Sarnico, Comune di Sulzano, Secas S.p.a., Navigazione Lago d'Iseo S.r.l., Riserva Naturale Torbiere del Sebino, Circ. Culturale 3 Torri-Comit. Chiedetelo al Cigno, Associazione Beni Comuni, Pro Loco Sarnico, Associazione Velica dilettantistica Alto Sebino, Associazione Nautica Sebina, Circolo Velico Sarnico, Società canottieri Sebino, Adrenalin S.n.c. (Diving Center), Gruppo Sub Vallecamonica, Associazione Pescatori di Bergamo-F.I.P.S.A.S., Associazione Pescatori di Brescia-F.I.P.S.A.S., Cooperativa Pescatori di Professione, Rappresentante dei Pescatori di Professione, Consorzio Turistico I Due Laghi, Sassabanek- Svilup. Turistico Lago d'Iseo S.p.a.).

L'obiettivo perseguito nella prima fase del progetto, oltre la raccolta di tutte le informazioni conoscitive del Lago d'Iseo, è stata la formazione di uno strumento che permetta di indirizzare il miglioramento della qualità ambientale e una migliore gestione delle risorse idriche, analizzando le criticità ed individuando i punti di forza, anche quelli effettivamente estrapolati dalla percezione del territorio, per arrivare alla redazione di una strategia efficace che risponda ai problemi ed individui le azioni maggiormente significative da intraprendere. L'analisi delle conoscenze ha permesso quindi di effettuare una circostanziata diagnosi del Sebino, organizzata per quadri che integrano ed organizzano i principali aspetti territoriali, ambientali e socioeconomici. In questa fase di lavoro sono stati analizzati tutti gli aspetti conoscitivo – descrittivi mettendo in evidenza tutti i comparti territoriali, ambientali e socio-economici che interessano il Lago d'Iseo. Per affrontare meglio questa fase di studio si sono analizzati ed utilizzati i risultati di numerosi studi pregressi che, in molti casi, oltre a fornire dati diretti su gli aspetti specifici, hanno evidenziato la necessità di mettere a punto azioni mirate sia per l'integrazione delle conoscenze sia per la soluzione delle principali problematiche.

Dopo l'analisi dei principali comparti che caratterizzano le condizioni ambientali del territorio del Lago d'Iseo, l'obiettivo successivo è stato quello di costruire un quadro di sintesi e di approfondimento di alcuni elementi di particolare rilievo per l'area di studio, che risultano essere le pressioni antropiche che alterano le condizioni ambientali. In particolare si è posta l'attenzione sull'utilizzo proprio ed improprio della risorsa idrica del Sebino considerando sia i diversi tipi di uso delle acque (potabile, idroelettrico, irriguo e industriale), sia gli effetti della regolazione del lago. E' stata inoltre condotta un'analisi degli scarichi e del sistema di depurazione e dei carichi efferenti al lago. Le criticità emerse sono legate l'una all'altra da interazioni causa-effetto dirette o indirette, e devono essere analizzate mediante un approccio integrato, che permetta non solo di tener conto di tutte le componenti, ma anche di distinguere il livello territoriale di analisi e d'intervento. Analizzate le determinanti, le pressioni e lo stato dell'ambiente sul territorio del Sebino, il passaggio alla programmazione delle azioni da implementare è stato condotto, sulla base delle problematiche evidenziate, mediante l'identificazione di "opzioni portanti" in grado di generare le linee di intervento migliori, e quindi lo studio di queste in termini di effettiva capacità di miglioramento del sistema. Ragionare in termini di "Sistema Sebino" come precedentemente evidenziato, è passato inevitabilmente dalla condivisione delle "opzioni portanti" da parte dei portatori di interesse. In tal modo tutte le azioni e le misure che si metteranno in atto avranno un unico orientamento nell'interesse comune, appunto, di fare sistema. Si è ritenuto che tali opzioni portanti siano, di fatto, in grado di caratterizzare, aggregare ed indirizzare l'insieme degli interventi previsti per il raggiungimento di obiettivi ambientali e di sviluppo, per la loro capacità di generare forti impatti positivi.

Sulla base di tale quadro creato, attraverso la valutazione integrata dell'alterazione sullo stato qualitativo e quantitativo (impatto) e l'individuazione di obiettivi specifici e attraverso la definizione di opzioni portanti che sintetizzano indirettamente i benefici attesi sul sistema, opzioni su cui è necessario però, nell'ambito di un processo partecipato, condividere la convergenza delle scelte decisionali, si è potuto predisporre un pacchetto organico di linee di azione, riferite, quando possibile, ai traguardi temporali stabiliti per legge, che consenta di limitare le pressioni gravanti sulla risorsa acqua e sull'ambiente ad essa connesso, di sviluppare nuova conoscenza e nuova cultura.

Le azioni individuate, anche in relazione al diverso livello di competenza sul territorio, sono state distinte nelle seguenti macro categorie, raggruppate in due classi ovvero in misure di applicazione generale, che cioè riguardano l'intero ambito del Sebino e sono in parte legate anche alla pianificazione su scala provinciale e regionale, e misure di applicazione specifica, che risolvono criticità/problematiche in ambito locale. Le 80 azioni e misure che sono state individuate sono poi state dettagliate singolarmente ed oggi possono sicuramente rappresentare l'agenda programmatica, ampiamente condivisa, sull'agire per il Lago d'Iseo.

Il complesso del lavoro concluso, nell'interezza dei documenti prodotti e sopra sommariamente descritti, rappresenta pertanto il punto di partenza che deve guidare l'azione realizzativa. Proprio la concretezza di tale azione era emersa come elemento imprescindibile per tutti gli attori coinvolti. L'ultima fase del lavoro ha quindi interessato l'approfondimento progettuale delle quattro azioni ritenute maggiormente prioritarie si voglia per la loro significatività si voglia per il messaggio di unione che scaturisca dalla loro immediata applicazione.

L'impegno del Comitato Garante è stato quindi sviluppato orientato al futuro e su più fronti, con la primaria preoccupazione di dare continuità e sempre maggiore concretezza al processo avviato. I risultati raggiunti e l'agenda degli interventi da pianificare, ha quindi portato ad una naturale evoluzione del Comitato stesso nell'ottica di ampliarne efficacia, distribuzione territoriale e quindi rappresentanza. Il maggior impegno richiesto e la necessità di allargare anche ad altri interlocutori ha portato oggi alla costituzione di una Cabina di Regia permanente sul Lago d'Iseo come naturale e necessaria evoluzione. La sfida con cui si guardava al futuro era dunque quella di passare dalle parole ai fatti, concretizzando quanto prima le azioni di risanamento, potenziamento e sviluppo del sistema Sebino derivate da una larga condivisione degli elementi conoscitivi che le avevano generate. Appariva chiaro che la strada di un ampio e responsabile coinvolgimento amministrativo era apparsa fruttifera. Il motto vincente era risultato "sommare per moltiplicare": sommare gli sforzi dei Portatori d'Interesse legati al bacino del Lago d'Iseo per perseguire i migliori risultati, evitare le sovrapposizioni, velocizzare le concretizzazioni e raggiungere il maggior beneficio nell'interesse di tutto il territorio. Era l'Aprile 2008 quando apparve chiara una reale possibilità di concretizzare i primi interventi. Un nuovo bando di cofinanziamento della Fondazione Cariplo – Qualità delle Acque 2008 – poteva essere l'occasione giusta. Si è quindi susseguito un frenetico giro di incontri all'interno della Cabina di Regia con l'obiettivo di trasformare fin da subito le parole e le intenzioni in concretezza. Concretezza che necessitava inevitabilmente anche di uno sforzo economico. Molti Enti coinvolti hanno quindi al loro interno avanzato l'ipotesi di un impegno di spesa per un obiettivo comune, ed ora questo si è trasformato nella predisposizione e presentazione del progetto denominato "Realizzazione di interventi condivisi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato qualitativo e alla rinaturazione del Lago d'Iseo". Un nuovo progetto appare quindi ben delineato e la concretezza della volontà istituzionale certificata dall'impegno economico messo a disposizione. Il progetto descritto computa 845'000,00 Euro di interventi di cui 450'000,00 Euro richiesti alla Fondazione Cariplo come quota di co-finanziamento e i rimanenti sostenuti direttamente, divisi in varie quote, dagli Enti coinvolti. Un impegno che si distribuirà in attività che hanno preso il via verso la fine del 2008, per completarsi verso la fine del 2011. Tre anni di intenso lavoro per perseguire i primi obiettivi e cogliere le prime opportunità.

Un ulteriore passo dunque verso l'attuazione di alcune delle soluzioni alle problematiche individuate, sicuramente non l'unico. L'impegno della Cabina di Regia per il presente ed il futuro appare quindi questo: trovare linee di finanziamento settoriali che permettano di ampliare le risorse economiche disponibili, sfruttando l'efficacia del coordinamento istituzionale e l'aggregazione politica per attirare capitali da investire sul territorio Sebino moltiplicando quindi le possibilità di azione. Ogni azione individuata rappresenta dei settori e delle linee di intervento. La ricerca su più fronti delle risorse e di eventuali altri partner finanziari interessati di volta in volta al raggiungimento di singoli obiettivi permette la realizzazione dei risultati auspicati dal Documento Strategico delle Acque del Sebino. Un agenda programmatica fatta sì di priorità ma concretamente interessata anche a cogliere le opportunità nell'ottica di un obiettivo condivisibile: realizzare quante più soluzioni possibili nell'interesse del territorio.

Un nuovo progetto: "Interventi condivisi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato qualitativo e alla rinaturazione del lago d'Iseo"

La Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE si pone gli "obiettivi ambientali" di protezione, miglioramento e ripristino dei corpi idrici superficiali e delle acque sotterranee al fine di raggiungere un "buono stato" delle acque entro il 2015 (art.4). La Direttiva fissa obiettivi di qualità per ogni corpo idrico – acque superficiali e sotterranee - e prevede che, qualora tali obiettivi non siano ancora stati raggiunti, se ne debbano comprendere le cause e ipotizzare e pianificare le soluzioni che ne consentano il raggiungimento, facendo ricorso a tutti gli strumenti disponibili e coinvolgendo i diversi portatori d'interesse.

A livello di attuazione, mentre i processi partecipati connessi alla realizzazione di azioni di miglioramento delle acque a scala di bacino sembrano ormai essere abbastanza sviluppati, l'applicazione delle misure di tutela necessarie rimane limitata. In particolare si rileva che, nonostante l'esistenza di molte linee guida e studi di fattibilità, anche partecipati e a scala di bacino, l'effettiva realizzazione di interventi di riqualificazione volti al miglioramento dello stato dei corpi idrici è circoscritta a casi isolati. A questo proposito un nuovo punto di riferimento è rappresentato dalla "Direttiva per la definizione degli interventi di rinaturazione di cui all'art.36 delle norme del PAI (Piano per l'Assetto Idrogeologico)" dell'Autorità di bacino del fiume Po, recentemente approvata.

I progetti finanziati nell'ambito del bando 2004-2006 della Fondazione Cariplo "Gestione sostenibile delle acque superficiali" hanno contribuito al perseguimento degli obiettivi ambientali della Direttiva soprattutto per quanto riguarda gli aspetti legati alla conoscenza e alla gestione dello stato delle acque, alla partecipazione dei Portatori di Interesse, alla realizzazione di strumenti sia ricognitivi che legati all'utilizzo della risorsa e al sostegno di azioni locali di ricostituzione della funzionalità idrologica. A tal proposito l'esperienza conclusasi nell'ambito del Progetto "Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino" rappresenta pienamente questi risultati ed altresì dimostra come oggi vi siano tutti gli strumenti necessari per poter passare all'azione concreta con la messa in campo degli interventi individuati dal territorio come prioritari.

Di fronte a criticità che, seppur ora conosciute, rimangono numerose e poco recepite nella pratica, il presente nuovo progetto vuole contribuire a raggiungere o creare le condizioni per sostenere e diffondere quegli aspetti della Direttiva, fondamentali per il raggiungimento della qualità ambientale dei corpi idrici. Il progetto, considerando la stretta interconnessione tra processi partecipativi, corretta valorizzazione economica della risorsa acqua e interventi di riqualificazione, intende quindi proporre azioni concrete, condivise e replicabili, finalizzate al miglioramento della qualità ambientale nel bacino del Lago d'Iseo. In particolare ci si riferisce a interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, chimiche, biologiche e idromorfologiche dei corpi idrici con riferimento alla riqualificazione dei corpi idrici superficiali –già definite in modo condiviso e con ottica di bacino e per le quali esistono già gradi di dettaglio progettuale avanzati - e loro monitoraggio.

Gli Enti che oggi si uniscono per proporre questo progetto sono capitanati dalla Comunità Montana del Monte Bronzone e del Basso Sebino (Ente Capofila oggi riunita insieme alla Comunità Montana Alto Sebino, e Val Cavallina sotto l'insegna unica della Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi) e dal Consorzio Gestione Associata dei Laghi d'Iseo, Endine e Moro (come Partner di progetto). In realtà la partecipazione istituzionale è molto più allargata e coinvolge sia direttamente che finanziariamente: Comunità Montana Sebino Bresciano, Provincia di Bergamo, Provincia di Brescia, Tutela Ambientale del Sebino, Consorzio dell'Oglio, Agenda 21 Ca.Lo.Pi.Cos. e Ag. 21 Progetto E.L.I.S.E.O., ASL di Bergamo, ARPA Lombardia e i BIM locali. Infatti l'allora Comitato Garante del "Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino" - concluso nel 2007 con il finanziamento di Fondazione Cariplo - bando "Gestione Sostenibile delle Acque" - oggi si è formalizzato, sottoscrivendo un Protocollo d'Intesa tra tutte le parti, in una Cabina di Regia ampliata.

Tutti gli attori dispongono quindi dei risultati del progetto precedente, ultimato con l'individuazione delle priorità d'intervento progettate e condivise con il territorio grazie al coinvolgimento di 43 diversi Portatori d'Interesse in rappresentanza di una completa visione locale. Proprio l'ampia condivisione sulle necessità di intervento e la percorribilità di una strada già sperimentata in termini di successo e consensi, diventano garanzia di risposta ad esigenze territoriali manifestate garantendo la realizzazione di soluzioni: innovative e replicabili; significative e critiche per l'area di intervento; ampiamente condivise ed auspicate; già approfondite in alcuni dei gradi progettuali; influenti sull'intero bacino afferente al Lago d'Iseo; importanti in termini di risultati attesi per gli ecosistemi ambientali, naturali e paesaggistici; corredate dalla presenza di attività educative funzionali agli obiettivi di progetto e dalla presenza di forme strutturate di condivisione delle informazioni.

Il nuovo progetto, sfruttando l'occasione di finanziamento presentatasi, vuole quindi dare risposta ad alcune delle problematiche individuate ed ampiamente condivise per il territorio d'indagine. Rifacendosi all'agenda programmatica dettata dal Documento Strategico del Sebino e confrontandosi soprattutto con i vincoli di finanziamento del Bando della Fondazione Cariplo, che prende in considerazione solo alcuni filoni realizzativi, sono state individuate le azioni che, in questa direzione, venivano auspicate come necessarie dal precedente progetto ma comunque compatibili con le esigenze vincolistiche del bando citato.

Quattro in questo senso sono le categorie di intervento contemplate nel progetto "Interventi condivisi finalizzati al miglioramento delle condizioni ecologiche, dello stato qualitativo e alla rinaturazione del Lago d'Iseo" che oggi, avuto il contributo di finanziamento e le coperture finanziarie per le realizzazioni, è in fase di realizzazione.

La prima parte del progetto interessa interventi di riqualifica dell'ecosistema acquatico lacustre e degli ambienti naturali del Lago d'Iseo atti a recuperare e ricolonizzare le aree degradate, diversificare gli habitat acquatici, mantenere le peculiarità residuali valorizzandole ed ampliandole ed aumentare la fruizione degli ecosistemi. Gli interventi proposti sono coerenti con: gli indirizzi e le indicazioni del PTUA della Regione Lombardia; le prospettive e gli obiettivi inseriti nell'ambito dell'imminente sottoscrizione del Patto per l'Acqua promosso dalla Regione Lombardia unitamente a 120 Enti e Soggetti coinvolti; i PTCP della Provincia sia di Bergamo che di Brescia; i Piani Ittici Provinciali; i Piani delle Comunità Montane, il Piano di Valorizzazione del Demanio; in particolar modo con le esigenze emerse dalla fase partecipata già sviluppata nei lavori precedenti; sulla base dei risultati e delle progettualità preliminari sviluppate nell'ambito del Progetto "Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino".

La seconda parte prevede la concretizzazione di interventi di i ampliamento della rete di controllo degli apporti quali - quantitativi al lago, verifica funzionale delle azioni di risanamento concretizzate, affinamento ed ampliamento delle tecniche di controllo per la individuazione di interventi depurativi nel bacino scolante. In particolare gli interventi sono indirizzati all'ampliamento strutturale e strumentale della centralina di monitoraggio esistente in continuo degli apporti quali - quantitativi sul Fiume Oglio pre lacuale in Comune di Costa Volpino. Le opere sono fondamentali per verificare l'efficacia degli interventi già realizzati in termini di collettamento, per individuare le azioni di miglioramento degli stessi o la necessità di un affinamento, e individuare le seguenti priorità di intervento locali nell'ambito della depurazione delle acque reflue dei centri urbani della Valle Camonica. I risultati genereranno anche un'informazione utile dal punto di vista politico e sociale per poter creare i presupposti di pressione nei confronti delle residuali emergenze locali in continuità con le esigenze emerse nella parte preliminare sviluppata nell'ambito del progetto "Coordinarsi per Agire Insieme sulle acque del Sebino.

La terza parte prevede attività di divulgazione e sensibilizzazione culturale, di formazione tecnica e istruzione didattica. Anche in questo caso coerentemente con le esigenze espresse dal territorio ed in riferimento azioni individuate nel Progetto "Coordinarsi per Agire Insieme sulle Acque del Sebino" è prevista l'integrazione e sviluppo del presente sito web, la realizzazione di un piano di comunicazione dedicato alle attività in corso e la realizzazione di attività didattiche nelle scuole del territorio circostante.

La quarta fase è dedicata al coordinamento istituzionale e del progetto.