CONCLUSIONE DEL PRIMO PROGETTO
I risultati emersi dai lavori conclusi nella prima parte hanno permesso al Comitato Garante di individuare quattro azioni da concretizzare fin da subito, già nell'ambito dello stesso progetto "Coordinarsi per agire insieme sulle acque del Sebino".
A conclusione infatti del "Documento Strategico delle Acque del Sebino" vengono indicate le specifiche, in quattro schede distinte, per realizzare altrettanti sottoprogetti in risposta ad alcune delle esigenze emerse dal territorio.
- Lo studio ha rivelato sul territorio scarsa divulgazione informativa, scarso coordinamento amministrativo/organizzativo e scarso grado di consapevolezza ed educazione ambientale. Si è quindi sentita l'esigenza di puntare i riflettori sul Lago d'Iseo, definire una cabina di regia per il coordinamento e la gestione della strategia di sviluppo locale sul Sebino e sviluppare un sistema di informazione e divulgazione degli elementi tecnici e delle linee generali di intervento perseguibili. L'organizzazione di un sito WEB, strutturato come portale di collegamento, in grado di integrare tutte le interazioni a carattere informativo e di accesso a servizi riferibili alla tematica Sebino, permetterà poi un'adeguata divulgazione della conoscenza sviluppata attraverso studi e analisi pregresse svolgendo il ruolo di centro documentale, banca dati specifica che permetta l'aggiornamento della sintesi delle conoscenze e giornale dei lavori in corso nell'ambito dei tavoli tecnici.
- Si è poi ritenuto importante aumentare la conoscenza scientifica degli aspetti ambientali del Sebino e a tal riguardo si è individuata come prioritaria e di veloce possibilità la progettazione di un sistema di monitoraggio in continuo, basato su tre stazioni di misura delle portate e delle concentrazioni dei parametri più significativi, da localizzare sul Fiume Oglio immissario, sull'Oglio emissario e sul Borlezza al fine di stimare il bilancio idrico e il bilancio dei carichi inquinanti che permetta il monitoraggio delle pressioni gravanti sul bacino nell'ottica di un attento monitoraggio dei risultati auspicati e connessi ai necessari interventi, in termini di depurazione e collettamento in corso di realizzazione.
- E' poi risultato di interesse comune il risolvimento di alcune problematiche più evidenti relative all'ecosistema del lago. Pertanto, si è ritienuto utile sviluppare un progetto che innanzitutto permetta di caratterizzare le aree nell'”intorno prossimo del lago”, valutandone le diverse tipologie ed individuando, mediante criteri prefissati, quelle porzioni, prevalentemente pubbliche o ad uso pubblico, che possono essere ulteriormente fruite e/o valorizzate, o perché caratterizzate da un intrinseco valore naturalistico-ambientale, o perché di generale interesse e riqualificabili con opportuni interventi. Su questi risultati lo sviluppo di alcune progettualità finalizzate alla valorizzazione e fruizione delle aree di sponda del lago, facendo riferimento ad un quadro unitario, costituirà il materiale per poter concretamente agire sul territorio in un'ottica di immagine globale del sistema.
- Un tema importante scaturito dall'analisi condotta è risultato legato alla regolazione del lago e relative problematiche connesse. Ma, poiché in Regione Lombardia sono attualmente attivi numerosi tavoli tematici nell'ambito del “patto per l'acqua” che dovrebbero approntare un programma di azioni finalizzate a ridurre gli effetti della scarsità idrica, coinvolgendo tutti i portatori di interesse della risorsa del Sebino sul bacino di monte, sul lago e a valle, si è ritenuto interessante, in attesa degli esiti di tale programma, spostare l'attenzione sugli impatti che l'uso della risorsa genera, ed in particolare alla possibilità di definire il danno ambientale arrecato al sistema lago dagli utilizzi attuali. Tali considerazioni saranno occasione per ricollegarsi all'esistente progettualità manutentiva delle aree a lago e delle strutture, individuando ed integrando eventuali nuove linee guida di azione e/o priorità d'intervento.
Per queste quattro azioni la Comunità Montana del Monte Bronzone e del Basso Sebino, come Ente capofila, ha avviato la fase tecnica che ha consegnato nel Dicembre 2007 i risultati.